| Francesca's profile"[...] Tels ils marchaie...BlogListsNetwork | Help |
"[...] Tels ils marchaient dans les avoines folles, / Et la nuit seule entendit leurs paroles."(Paul Verlaine , "Colloque Sentimental") November 05 a proposito del libro che sto leggendo.Sto divorando i diari di Montanelli.
Quest'uomo, dalla personalità incredibilmente complessa, mescolava quasi fossero colori ad olio imbevuti di trementina i toni scuri di un cinismo onnipresente e il rosa di una rara sensibilità verso le cose.
Oltre a ciò, fu insieme fascista ed antifascista, anticomunista ed anarco-conservatore, solido come un colonnato neoclassico nelle sue opinioni e fragile nelle continue crisi depressive, caustico in certe critiche e notevolmente dolce (quasi sdilinquito) in altre.
Da un lato c'era la sua prosa, martellante e tagliente e dall'altro quella di sua moglie, Donna Letizia, la quale, su Gente, forniva alle più o meno giovani donne italiane dei veri e propri prontuari (io ne ho letti un sacco e sono davvero esaustivi: si va dalla spiegazione di come si prepara la tavola alla sistemazione post-mortem di un caro defunto) per suggerire il corretto comportamento di una "Vera Signora".
A questo punto non mi è proprio dato di capire se Montanelli sia stato un personaggio surreale devoto all'Assurdo oppure un essere totalmente sincero con se stesso, con gli altri e con la vita pubblica; un umano troppo umano, in sintesi.
November 04 il mio nuovo alcolismo.Esattamente come coloro che, storditi dai fumi dell'alcool, precipitano nella completa incoscienza e rimuovono ore intere di vita, io scrivo cose di cui mi dimentico completamente.
Per fortuna che le salvo in giro per il pc.
Questa è datata, genericamente, "Settembre".
"Dimostrami il tuo amore spazzando via i dubbi che mi attanagliano l’animo e solo in quel momento potrai avermi davvero, tua per sempre nel tempo scorrente. Fammi sentire una persona fisica, non trasparente, cerca di farmi sentire quantomeno necessaria. Altrimenti potremmo perfino lasciar perdere, dicendo “non è cosa” e mimando la più banale delle scene di reciproco rancore e allora io pretenderò il mio spazzolino e il pigiama che ho lasciato da te e metterò i tuoi libri e i tuoi regali dentro una busta esselunga. Hai ragione a criticarmi, ogni tanto, le mie benedette cazzate le faccio anche io, di continuo, sono assolutamente recidiva. Ma armonizza le coltellate con una dose di sicurezza in endovena, con un complimento, una carezza verbale, che cazzo ne so. Non ci credo che non ne sei in grado. Dimostrami il tuo amore, così non mi basta, proprio no. Leggi le mie poesie, perché dentro io ti dedico un mondo. Piatti. Compleanno. Poesia. Sesso. Spirale discendente che verte alla fogna. Horror Vacui un paio di palle, direi. Le mie paranoie riempiono un foglio con la stessa densità della cioccolata in una tazza." November 01 a proposito di te.Lo so, pensare ai propri defunti intorno ai primi di Novembre è banale e piuttosto semplicistico, in totale contrasto con la mia visione del mondo ("una caduta di stile", potrebbe suggerire qualcuno).
Ricordo con chiarezza le furiose litigate con mia madre durante i trentuno di Ottobre della mia pànch adolescenza: lei si preoccupava di chiamare il fiorista per rifornire le tombe di famiglia con fiori e piante di ogni tipo, mentre io non mi capacitavo assolutamente di come ciò potesse essere coerente con il suo ateismo militante et progressista.
"I morti sono morti", dicevo, "sono carne in decomposizione e nient'altro, stanno in quelle palazzine per cadaveri a marcire con un piatto di fiori sulla pancia senza rendersene minimamente conto."
"Tua nonna amava i fiori" rispondeva lei, imperterrita, componendo il numero del vivaio.
"Sei ipocrita, sei l'ennesima marionetta del Teatrino Nazionalpopolare delle Buone Intenzioni", ribattevo accigliandomi, "insieme a mille altri stronzi che si ricordano di coloro che sono mancati unicamente per abbeverare le Buone Apparenze e fottendosene totalmente durante i trecentosessantaquattro giorni dell'anno rimanenti."
"Può darsi", continuava lei, "ma noi miscredenti magari ci stiamo sbagliando: meglio giocare d'anticipo quando non si conosce l'avversario."
Quest'anno però mi sei venuto in mente tu.
Saranno state le foglie gialle sui viali, oppure l'arietta fredda autunnale, oppure l'assurda coincidenza che mi vedrà trascorrere Ognissanti dalle tue parti.
Ho pensato ai casini che combinavo quando venivo a trovarti perchè a Lecco non c'erano ancora i tabelloni che indicavano l'arrivo e la partenza dei treni, ho pensato al freddo, al tuo cognome incredibile, al tuo poncho, alla tua barba di qualche giorno, ai tuoi anfibi rossi e verdi, a tuo fratello, alle scritte con la bomboletta sulle pareti della tua stanza, a Braulio, a tuo padre, al tuo giardino, al tuo amico che non sapeva guidare, alla tua cazzo di casa arroccata nel nulla tra i boschi.
Tutto ciò per dirti che verrò a portarti un fiore, nonostante le mie pànch convinzioni e il fatto che, effettivamente, sei morto e basta, finito e concluso, non potrò più guardarti mentre dormi nè raccontarti un sogno nè offrirti una sigaretta, nè martoriarti i tatuaggi appena fatti con un abbraccio troppo forte.
Sì dai, ammettiamolo, sono in crisi di coscienza e sono sicura che, se te lo raccontassi in questo momento, tu rideresti delle mie paranoie, mostrando i denti al destino e al cielo e agli alberi e alla terra e mi diresti di smetterla chè tanto di spirituale nella vita c'è ben poco e alla fine bah, l'importante è camminare e divertirsi e vaffanculo.
E allora, trovando un escamotage soddisfacente per salvare coerenza e necessità, ho deciso di dar la colpa al fato e al gioco delle coincidenze e agli scherzi del Tempo e sì, verrò a portarti una gerbera rossa e un biglietto di poche parole perchè io col tuo ricordo ancora ci parlo e no, non è marcio nè vecchio nè gonfio: lo tengo in un angolino nascosto, io, lo proteggo dalle intemperie. October 30 a proposito di giustizia.Lo Stato ha finalmente trovato la soluzione al problema del sovraffollamento delle carceri:
dopo il fallimento dell'Indulto, toh, ecco l'Omicidio.
ANZI NO!
La Caduta dalle Scale.
maledettissimi infami. October 20 a proposito di shopping.Mi dedico un pomeriggio di libertà dallo studio, dal lavoro, dalle relazioni, dagli impegni improvvisi, dalla politica, dalla poesia.
Doccia bollente con bagnoschiuma costoso et fruttato, autolesionismo da silk-epil, trucco, parrucco, smalto.
E poi shopping.
Indosso un vestitino comodo e scarpe basse: mise studiata e stra-studiata dopo anni e anni di compulsione consumista e rapide acrobazie negli ormai conosciuti camerini del centro milanese.
Salto sul 27 e si parte.
Benetton in piazza Duomo, Pro-Mod, Pull&Bear mi approfondano in una delusione cosmica: le collezioni 2009 Autunno Inverno sembrano cucite ad hoc per ottantenni obese, ma a me basta l'uggia invernale per deprimermi, non ho la necessità di violentarmi il gusto con trecento ulteriori sfumature di marrone e grigio.
Penso di essermi sbagliata, così visito altre due Benetton, per sicurezza.
Stesso scenario post-atomico, stessa astinenza di colori, stessa noia.
Rifletto: forse sono troppo depressa, forse non è il giorno adatto ma sticazzi, è sempre il giorno adatto per gli acquisti e sono tre mesi che non ho tempo nemmeno per comprarmi un fiore di plastica dal tuttoauneuro e no, bisogna superare questi ostacoli emotivi e comprare, comprare, comprare.
Dribblo rapidamente il giovanotto piazzista di Euroclub ("sonogiàsociaepoihofretta") e schivo passanti e piccioni.
Provo a consolarmi da Calzedonia: 20 euro di calze invernali dal viola ametista al rosso lacca ma l'astinenza è ancora troppo forte, sento già il prurito negli stinchi e lo stomaco annodato e no, no no così non va proprio.
Alcott: giacche in stile via Paolo Sarpi, talmente sintetiche da provocare un eczema soltanto guardandole (belli gli stivali da pioggia low-cost ma cristo, io ce li ho già però potrei comprarne un paio così, giusto per gradire ma poi una vocina da sotto lo sterno mi domanda cosa diavolo me ne farei di due paia di stivali da pioggia uguali e così capitolo, sconfitta).
Sisley: come sopra, solo più dark.
Ma ecco l'illuminazione, improvvisa ed omicida come un infarto, proprio quando, ormai prostrata, sto salendo sulla 73 per tornare a casa.
La Vetrina di Fiorucci.
Striscio il mio bancomat e digito il pin.
Esco con cinquanta euro di straccetti colorati.
Indubbiamente felice.
Ebbene sì, io annego le mie menate universitarie nello shopping ossessivo-compulsivo,
e il naufragar m'è proprio dolce, in questo mare. |
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