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    November 05

    a proposito del libro che sto leggendo.

     
    Sto divorando i diari di Montanelli.
     
    Quest'uomo, dalla personalità incredibilmente complessa, mescolava quasi fossero colori ad olio imbevuti di trementina i toni scuri di un cinismo onnipresente e il rosa di una rara sensibilità verso le cose.
     
    Oltre a ciò, fu insieme fascista ed antifascista, anticomunista ed anarco-conservatore, solido come un colonnato neoclassico nelle sue opinioni e fragile nelle continue crisi depressive, caustico in certe critiche e notevolmente dolce (quasi sdilinquito) in altre.
     
    Da un lato c'era la sua prosa, martellante e tagliente e dall'altro quella di sua moglie, Donna Letizia, la quale, su Gente, forniva alle più o meno giovani donne italiane dei veri e propri prontuari (io ne ho letti un sacco e sono davvero esaustivi: si va dalla spiegazione di come si prepara la tavola alla sistemazione post-mortem di un caro defunto) per suggerire il corretto comportamento di una "Vera Signora".
     
    A questo punto non mi è proprio dato di capire se Montanelli sia stato un personaggio surreale devoto all'Assurdo oppure un essere totalmente sincero con se stesso, con gli altri e con la vita pubblica; un umano troppo umano, in sintesi.
     
    November 04

    il mio nuovo alcolismo.

     
    Esattamente come coloro che, storditi dai fumi dell'alcool, precipitano nella completa incoscienza e rimuovono ore intere di vita, io scrivo cose di cui mi dimentico completamente.
    Per fortuna che le salvo in giro per il pc.
     
    Questa è datata, genericamente, "Settembre".

     

    "Dimostrami il tuo amore spazzando via i dubbi che mi attanagliano l’animo e solo in quel momento potrai avermi davvero, tua per sempre nel tempo scorrente.

    Fammi sentire una persona fisica, non trasparente, cerca di farmi sentire quantomeno necessaria.

    Altrimenti potremmo perfino lasciar perdere, dicendo “non è cosa” e mimando la più banale delle scene di reciproco rancore e allora io pretenderò il mio spazzolino e il pigiama che ho lasciato da te e metterò i tuoi libri e i tuoi regali dentro una busta esselunga.

    Hai ragione a criticarmi, ogni tanto, le mie benedette cazzate le faccio anche io, di continuo, sono assolutamente recidiva.

    Ma armonizza le coltellate con una dose di sicurezza in endovena, con un complimento, una carezza verbale, che cazzo ne so.

    Non ci credo che non ne sei in grado.

    Dimostrami il tuo amore, così non mi basta, proprio no.

    Leggi le mie poesie, perché dentro io ti dedico un mondo.

    Piatti.

    Compleanno.

    Poesia.

    Sesso.

    Spirale discendente che verte alla fogna.

    Horror Vacui un paio di palle, direi.

    Le mie paranoie riempiono un foglio con la stessa densità della cioccolata in una tazza."

    November 01

    a proposito di te.

     
    Lo so, pensare ai propri defunti intorno ai primi di Novembre è banale e piuttosto semplicistico, in totale contrasto con la mia visione del mondo ("una caduta di stile", potrebbe suggerire qualcuno).
    Ricordo con chiarezza le furiose litigate con mia madre durante i trentuno di Ottobre della mia pànch adolescenza: lei si preoccupava di chiamare il fiorista per rifornire le tombe di famiglia con fiori e piante di ogni tipo, mentre io non mi capacitavo assolutamente di come ciò potesse essere coerente con il suo ateismo militante et progressista.
     
    "I morti sono morti", dicevo, "sono carne in decomposizione e nient'altro, stanno in quelle palazzine per cadaveri a marcire con un piatto di fiori sulla pancia senza rendersene minimamente conto."
    "Tua nonna amava i fiori" rispondeva lei, imperterrita, componendo il numero del vivaio.
    "Sei ipocrita, sei l'ennesima marionetta del Teatrino Nazionalpopolare delle Buone Intenzioni", ribattevo accigliandomi, "insieme a mille altri stronzi che si ricordano di coloro che sono mancati unicamente per abbeverare le Buone Apparenze e fottendosene totalmente durante i trecentosessantaquattro giorni dell'anno rimanenti."
    "Può darsi", continuava lei, "ma noi miscredenti magari ci stiamo sbagliando: meglio giocare d'anticipo quando non si conosce l'avversario."
     
    Quest'anno però mi sei venuto in mente tu.
    Saranno state le foglie gialle sui viali, oppure l'arietta fredda autunnale, oppure l'assurda coincidenza che mi vedrà trascorrere Ognissanti dalle tue parti.
    Ho pensato ai casini che combinavo quando venivo a trovarti perchè a Lecco non c'erano ancora i tabelloni che indicavano l'arrivo e la partenza dei treni, ho pensato al freddo, al tuo cognome incredibile, al tuo poncho, alla tua barba di qualche giorno, ai tuoi anfibi rossi e verdi, a tuo fratello, alle scritte con la bomboletta sulle pareti della tua stanza, a Braulio, a tuo padre, al tuo giardino, al tuo amico che non sapeva guidare, alla tua cazzo di casa arroccata nel nulla tra i boschi.
     
    Tutto ciò per dirti che verrò a portarti un fiore, nonostante le mie pànch convinzioni e il fatto che, effettivamente, sei morto e basta, finito e concluso, non potrò più guardarti mentre dormi nè raccontarti un sogno nè offrirti una sigaretta, nè martoriarti i tatuaggi appena fatti con un abbraccio troppo forte.
    Sì dai, ammettiamolo, sono in crisi di coscienza e sono sicura che, se te lo raccontassi in questo momento, tu rideresti delle mie paranoie, mostrando i denti al destino e al cielo e agli alberi e alla terra e mi diresti di smetterla chè tanto di spirituale nella vita c'è ben poco e alla fine bah, l'importante è camminare e divertirsi e vaffanculo.
     
    E allora, trovando un escamotage soddisfacente per salvare coerenza e necessità, ho deciso di dar la colpa al fato e al gioco delle coincidenze e agli scherzi del Tempo e sì, verrò a portarti una gerbera rossa e un biglietto di poche parole perchè io col tuo ricordo ancora ci parlo e no, non è marcio nè vecchio nè gonfio: lo tengo in un angolino nascosto, io, lo proteggo dalle intemperie.
    October 30

    a proposito di giustizia.

     
    Lo Stato ha finalmente trovato la soluzione al problema del sovraffollamento delle carceri:
    dopo il fallimento dell'Indulto, toh, ecco l'Omicidio.
     
    ANZI NO!
     
    La Caduta dalle Scale.
     
     
     
    maledettissimi infami.
    October 20

    a proposito di shopping.

     
    Mi dedico un pomeriggio di libertà dallo studio, dal lavoro, dalle relazioni, dagli impegni improvvisi, dalla politica, dalla poesia.
    Doccia bollente con bagnoschiuma costoso et fruttato, autolesionismo da silk-epil, trucco, parrucco, smalto.
     
    E poi shopping.
     
    Indosso un vestitino comodo e scarpe basse: mise studiata e stra-studiata dopo anni e anni di compulsione consumista e rapide acrobazie negli ormai conosciuti camerini del centro milanese.
     
    Salto sul 27 e si parte.
     
    Benetton in piazza Duomo, Pro-Mod, Pull&Bear mi approfondano in una delusione cosmica: le collezioni 2009 Autunno Inverno sembrano cucite ad hoc per ottantenni obese, ma a me basta l'uggia invernale per deprimermi, non ho la necessità di violentarmi il gusto con trecento ulteriori sfumature di marrone e grigio.
     
    Penso di essermi sbagliata, così visito altre due Benetton, per sicurezza.
    Stesso scenario post-atomico, stessa astinenza di colori, stessa noia.
    Rifletto: forse sono troppo depressa, forse non è il giorno adatto ma sticazzi, è sempre il giorno adatto per gli acquisti e sono tre mesi che non ho tempo nemmeno per comprarmi un fiore di plastica dal tuttoauneuro e no, bisogna superare questi ostacoli emotivi e comprare, comprare, comprare.
    Dribblo rapidamente il giovanotto piazzista di Euroclub ("sonogiàsociaepoihofretta") e schivo passanti e piccioni.
     
    Provo a consolarmi da Calzedonia: 20 euro di calze invernali dal viola ametista al rosso lacca ma l'astinenza è ancora troppo forte, sento già il prurito negli stinchi e lo stomaco annodato e no, no no così non va proprio.
     
    Alcott: giacche in stile via Paolo Sarpi, talmente sintetiche da provocare un eczema soltanto guardandole (belli gli stivali da pioggia low-cost ma cristo, io ce li ho già però potrei comprarne un paio così, giusto per gradire ma poi una vocina da sotto lo sterno mi domanda cosa diavolo me ne farei di due paia di stivali da pioggia uguali e così capitolo, sconfitta).
     
    Sisley: come sopra, solo più dark.
     
    Ma ecco l'illuminazione, improvvisa ed omicida come un infarto, proprio quando, ormai prostrata, sto salendo sulla 73 per tornare a casa.
    La Vetrina di Fiorucci.
    Striscio il mio bancomat e digito il pin.
    Esco con cinquanta euro di straccetti colorati.
    Indubbiamente felice.
     
    Ebbene sì, io annego le mie menate universitarie nello shopping ossessivo-compulsivo,
    e il naufragar m'è proprio dolce, in questo mare.
    October 17

    a proposito delle storie di folle normalità.


    Il barista ha volutamente piazzato i due videopoker nell'angolo del locale, nascosti in fondo a destra.
    L'amica di famiglia ha il viso illuminato dalle luci artificiali della slot-machine, sta inserendo un paio di euro nella fessura sulla pulsantiera.
    La guardo. Mi vede. Le sorrido.
    Il suo sguardo è vuoto ed insieme assente, mi attraversa.
    Le chiedo come sta.
    Mi risponde "bene",
    poi furtivamente si guarda intorno, mi porge una banconota da cinque e mi dice: " In pezzi da uno."




    Sul tram numero ventisette fa freddo e sono le sette e mezza del mattino.
    Dietro di me le fedeli riproduzioni di due Cipputi in tutablu e scarpe antinfortunistiche.
    Due Cipputi piuttosto scuri, a dire il vero, probabilmente sono marocchini.
    Dormono, sembrano esausti, la borsa di plastica in grembo con dentro il tupperware della schiscia scivola scricchiolando da ogni parte, le teste pesanti sono appoggiate sugli schienali dei seggiolini davanti.
    Ad un certo punto, alla loro altezza, da fuori arriva il suono di due colpi pesanti sul vetro del finestrino.
    PAM! PAM!
    E' l'addetto alla clientela ATM di via Larga.
    I due si svegliano, stropicciano gli occhi, sono straniti.
    Il sopracitato addetto bercia che "no, non si può dormire sui tram è regolamento e il regolamento in Italia si rispetta".
    Noi passeggeri ci guardiamo nel fondo degli occhi stralunati.
    Il tram riparte.
    I due Cipputi hanno sospirato forte.

    October 09

    a proposito di politica.

     
    Quelli che arricciano il naso sentendo parlare Bossi ma applaudono le banalità di Beppe Grillo non si rendono conto che sotto sotto la sostanza è la stessa: si chiama POPULISMO.
     
    Quelli che si scandalizzano alle parole di Beppe Grillo ma si mettono la cravatta verde ai raduni di Pontida non ci arrivano proprio a capire che la presa per il sedere è davvero uber partes e si chiama, ancora, POPULISMO.
     
     
    Sono ufficialmente arrivata al punto di non ritorno.
     
     
    Detesto sia la politica che l'antipolitica.
     
     
    Contro la tuttologia del niente e le vetero-minacce sul possibile ritorno delle orde Galliche.
     
    Contro l'abiezione di colui che equipara donne ed oggetti, che si nasconde dietro un dito, che dovrebbe essere garante dell'Equità di Stato e che invece si dichiara eccezione.
     
    Contro l'assenza di coloro che dovrebbero stare a sinistra.
     
    No, non mi sento una post-adolescente frustrata.
     
    Ho soltanto letto il giornale.
     

    a proposito delle parole che non ti ho detto.

     
    Davanti al locale ci sono gli ormai soliti Individui, 1 e 2.
    2 sorseggia un mohito ed è piuttosto alticcio, cerca possibili argomenti di discussione con 1 che sta fumando. 1, specifico, è ben propenso alla discussione.
    2, alla fine, gli porge il suo bicchiere perchè assaggi il superalcolico che sta bevendo.
    1 respinge l'offerta con un sorriso.
     
    (Individuo 1): "No grazie, sono astemio."
    (Individuo 2): "COOOOOOOME????? ASTEMIOOOOOOOOO?!"
    (1)(sospirando): "Eh già."
    (2): "MA CHE VITA DI MERDA CHE C'HAI SCUSA! SENZA ALCOOL!"
    (1)(arrendendosi): "Eheh, a me non pesa più di tanto."
    (2): "NOCIOèSCUSA ASTEMIO!? MA BEVI 'STO MOHITO E NON CAGARE IL CAZZO VA!"
    (1)(indisponendosi un minimo): "No guarda, io non bevo proprio."
    (2): "MIIIIIINCHIA OH QUANTO MI STANNO SUL CAZZO QUELLI CHE NON BEVONO!"
    (1): "Eh."
    (2)(rivolgendosi all'Individuo 3): "CAZZO ***** MA COME FAI A STARCI INSIEME??!! MIIIINCHIA NON BEVE!"
    (3)(imbarazzato): "Eh eh, no non beve."
    (2): "CAZZO MA NON SI PUO' OH! MINCHIA MICA è POSSIBILE 'STA COSAAH!"
    (1)(inalberandosi): "Si vive uguale eh, non mi manca niente."
    (2): "MINCHIAAA CIOE' NO, CIOE' SENZA ALCOOL!! MA PERCHE' SCUSA?"
    (1)(cercando di mantenere un contegno): "Non posso più bere."
    (2): "SEEEEEEEEH CHE' NON TI LASCIA PIU' LA MAMMA??!!!"
    (1)(perdendolo definitivamente): "Dio**** sono un ex alcolizzato."
    (2)(entusiasta): "MIIIINCHIA MA DAVVERO? CAZZO SE STAI GUADAGNANDO PUNTI!"
     
    Gli Individui 2 e 1 sono di sesso femminile, 3, invece, è un maschio.
    3 intrattiene una relazione sentimentale con 2.
    Il fatto è realmente accaduto.
     
     
    (Individuo 1 sta ancora sperando che Individuo 2 muoia stirato da un pulmino carico di suore over ottanta, così giusto per dare colore alla cosa.)
     
    October 05

    riflessioni generiche #2

     
    Sabato 3 ottobre 2009: una decina di camionette, piene fino a scoppiare di sbirranza in assetto antisommossa, blocca il Botellon in Piazza Leonardo da Vinci.
    I giovani presenti affrontano bellicosi le Forze dell'Ordine per difendere il loro diritto alla sbronza serale.
     
    Piccole scene di guerriglia urbana,
    l'eterno Panem et Circenses,
    l'Università Italiana che a forza di andare a rotoli è diventata una palla,
    le barricate lasciate in cantina a prendere la polvere.
     
    MA SCENDETE IN PIAZZA PER QUALCOSA, BABBI!
     
    Chè ci stanno davvero fottendo il futuro e noi nemmeno ce ne accorgiamo.

    riflessioni generiche.

     
    FUORI.
    La gente tace, non parla e non si esprime. La gente ha smesso di gesticolare. Per la strada tutti corrono, camminano, studiano, lavorano, ottimizzano i tempi e le risorse. La dimensione idealista, quella del dissenso o dell'assenso gridati e strepitati (be so '68, mydear) è relegata agli status di Facebook. Immagino che sia pigrizia più che un reale timore per le eventuali conseguenze. I social networks pullulano di opinionisti, ferventi filosofi di sinistra, meravigliosi esponenti dell'opposizione extra-parlamentare più radicale. Ma fuori, al di là delle sedie girevoli da ufficio, oltre il nostro notebook ultimo modello, qualcuno sa dirmi cosa rimane?
    Penso sia piuttosto improbabile che il nostro Presidente del Coniglio si prenda la briga (dai concedetemela: tra un pompino e un'iniezione nei corpi cavernosi, ndr) di controllare i nostri profili per poi cliccare sul pollice alzato o verso (che nemmeno esiste, tra l'altro, la scelta on Faccialibro è limitata al "mi piace" o "non mi piace più" e ci sarebbe da scrivere un trattato, quasi, sull'esigenza dell'espressione del disgusto).
    Intanto si definiscono (ancora) le donne come oggetti da utilizzare e gettare dalla finestra (o nelle fauci dei media governativi e non so cosa sia peggio, vi dirò) e si rimbalzano migranti disperati da una gabbia all'altra, da un continente all'altro, da un regime mascherato da democrazia a uno meno ipocrita (per inciso: entrambi gli Stati hanno un pagliaccio al governo e no, non si parla della Repubblica di Ronald Mc Donald nè di quella delle Banane, vediamo chi la coglie).
    Per Milano gira un autobus con delle sbarre di ferro sui finestrini, serve per rastrellare i clandestini e portarli in Questura. Rastrellare. Il contesto è diverso, l'epoca pure ma penso che il terrore e l'angoscia di un senegalese senza documenti nel 2009, fuggiasco tra strade e incroci che non gli appartengono più perchè così è stato deciso ai Piani Alti, siano le stesse di un ebreo durante il Ventennio. La costrizione al nascondiglio, all'ombra, alla macchia, senza possibilità di scelta nè obiezione. Eppure la Repubblica Italiana riconosce ufficialmente il 27 gennaio come Giornata della Memoria delle Vittime dell'Olocausto; per adesso i cadaveri clandestini ripescati in mare sono circa duemila, dal 1990 ad oggi: a quando l'ufficializzazione dello status di "perseguitati"?
    Qualcuno, un giorno, dovrebbe spiegarmi dov'è finito l'essere umano.
    Le sciure, al passaggio del sopracitato mezzo pubblico si sbracciano felici, sono fiere di vivere in un'Italia bianca, amorfa, chiusa, fanno perfino i complimenti all'autista.
    Non c'è nessuno - e dico proprio nessuno- che si permette di alzare la voce per dire "NO, io non sono d'accordo". Almeno questo, voglio dire, è ancora permesso.
    E intanto i polpastrelli si consumano per digitare la nostra ribellione cibernauta, silenziosa et inutile come certi mobili di design.
    Abbiamo un Governo di criminali che giocano a fare gli sceriffi e no, non ci vuole Travaglio per capirlo.
    Mi ricorda paurosamente il finale di Arancia Meccanica, sapete: "Per dei vecchi Drughi come noi il lavoro più adatto è questo".
    Qualcuno, un giorno, dovrebbe spiegarmi dov'è finita la coscienza.
     
    DENTRO.
    Ormai più si è unici e più si è insignificanti. L'avere un intelletto correttamente funzionante è diventato un problema. Innamorarsi nel 2009 è difficile. La sensibilità si prostra agli sms scritti senza vocali, il dire ti amo è diventato un clichè.
     
    Qualcuno, un giorno, dovrebbe spiegarmi dov'è finito il futuro.
    Qualcuno, un giorno dovrebbe spiegarmi come mai continuo a crederci.
    October 03

    a proposito e basta.

     
    Les jeux son fait.
     
    (Quindi è bene che io smetta di angosciarmi.
    In fondo è soltanto una reciproca volontà di possesso volta al mantenimento della routine più banale.
    L'avere un letto caldo e un conforto dopo aver vissuto tanto, per un giorno intero.
    In realtà, mi spaventa l'assenza di uno scopo tangibile.
    Ma sono al mondo, tanto vale camminarci sopra.)

    sentasignorina.

     
    Alla sesta ora consecutiva di lavoro, una mamma con figlia ottenne al seguito mi ferma.
     
    "Sentasignorina, mi servirebbero un paio di pantaloni per mia figlia e devono essere così e così e così."
     
    Bene, forte del mio SBAG (Sorriso, Buongiorno, Arrivederci, Grazie, ndr) l'aiuto nel difficile acquisto sciorinandole tutte le caratteristiche tecniche di tutti i pantaloni possibili et immaginabili.
     
    La signora sembra soddisfatta e prende commiato stringendo tra le mani una decina di euro di cotone et elastane.
     
    "Grazie, signorina e lo dica anche lei alla mia bambina che non ha mai voglia di fare i compiti: se non studi, cara ******, finirai anche tu a fare la commessa precaria e sottopagata!"
     
     
    Ora, se solo i geni paterni non mi avessero conferito un autentico charme da guru indiano e quelli materni un rispetto per il lavoro (proprio ed altrui) da Terza Internazionale Comunista, mi sarei lasciata andare allo sfogo dell'amata Ultraviolenza.
     
    Purtroppo così non è stato: mi sono limitata ad un sorriso di circostanza, pregando i santi del cielo e dell'Ade di risparmiare quella povera piccola al disgraziato futuro che l'aspetta in quanto FigliaDiUnaMadreDelGenere.
    October 02

    a proposito di una sensazione rapida.

     
    Scollegarsi dal mondo, prendendo le distanze dal Tutto e fottendosene allegramente degli esami e degli impegni e delle incombenze e delle necessità.
     
    Andare in centro con il bancomat fumante per comprare qualcosa di così scandalosamente perfetto da indisporre, per poi indossarlo soltanto una volta e seppellirlo nell'armadio grande.
     
    Impiegare almeno cinque ore nel trucco/parrucco, sistemando i vestiti sulla sedia già la sera prima.
     
    Smettere di mangiare.
     
    Controllare compulsivamente mail e cellulare.
     
    Organizzare alla perfezione l'appuntamento, postulando i necessari cinque minuti di ritardo e una Posto che si adatti perfettamente alla Mise.
     
     
    Ho voglia di primo appuntamento.
     
    (La mia attuale dipendenza dal reale è disgustosa.)
    September 30

    a proposito del perchè sono piuttosto scontrosa, stasera.

     
    O Silvio(vocativo, ndr), e così secondo te in Italia ci sarebbe davvero la libertà di stampa?
     
    AHAHAHAAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
     
    Il nostro premier, oltre i capelli, ha perso pure il ritegno (e temo che un trapianto non sarà più sufficiente, ndr).
     
     
     
    E poi, altra cosa SICURAMENTE indisponente:
    L'incazzatura pomeridiana post-telegiornale lieviterà certamente SE, salendo sul tram numero ventisette, una giovane fanciulla vedrà che gli unici sedili liberi sono -appunto- liberi poichè innaffiati di vomito giallo.
    September 28

    ogni tanto anche Francesca ritrova la speranza.

     
    Nell'anticamera di vetro del Centro Tumori di Cittastudi c'è una zingara con il suo bambino, è sempre lì.
     
    Il bambino è molto piccolo e lei sta seduta per terra, nella polvere senza chiedere nulla, aspettando soltanto.
     
    Oggi un'ambulanza si è fermata proprio davanti al cancello e i paramedici hanno scaricato una barella vuota.
     
    Uno di loro si è trattenuto un poco davanti alla zingara, ha cavato dalla tasca un guanto di lattice e l'ha gonfiato, chiudendolo poi con un nodo.
     
    Ci ha disegnato sopra una bocca sorridente e due pallini come occhi.
     
    Poi si è seduto di fianco alla ragazza, nella polvere senza chiedere nulla e ha giocato con il bambino finchè i suoi colleghi non l'hanno chiamato.
     
     
    Gli eroi saranno anche tutti giovani e belli e abbronzati, ma questo qua, goffo come pochi con la sua uniforme rossa fosforescente, li ha battuti sicuro.
    September 25

    a proposito della "Perizia Psichiatrica Nazionalpopolare" (CCCP)

     
    Sezionatori d'anime giocano con il bisturi
    Maggioranze boriose cercano furbi e stupidi
    Sobillano i malvagi aizzano i violenti
    E gli invidiosi indispongono

    Intanto Paolo VI non c'è più
    E' morto Berlinguer
    Qualcuno ha l'AIDS
    Qualcuno il PRE
    Qualcuno è POST senza essere mai stato niente

    Niente!

    Cerco le qualità che non rendono
    In questa razza umana
    Che adora gli orologi
    E non conosce il tempo

    Cerco le qualità che non valgono
    In questa età di mezzo

    Ha conati di vomito la terra
    E si stravolge il cielo con le stelle
    E non c'è modo di fuggire
    E non c'è modo di fuggire mai
    Mai!


    Svegliami svegliami svegliami...

    Io sono perso sono confuso
    Tu fammi posto allarga le braccia
    Dedicami la tua notte
    La notte successiva
    E un'altra ancora
    Dedicami i tuoi giorni
    Dedicami le tue notti
    Oggi domani ancora
    Stringimi forte coprimi avvolgimi
    Di caldo fiato scaldami di saliva rinfrescami
    Vorrei morire oraaa!

    Intanto Paolo VI non c'è più
    E' morto Berlinguer
    Qualcuno ha l'AIDS
    Qualcuno il PRE
    Qualcuno è POST senza essere mai stato niente

    E trema e vomita la terra
    Si capovolge il cielo con le stelle
    E non c'è modo di fuggire
    E non c'è modo di fuggire mai mai

    Svegliami svegliami svegliami...

    Vieni vieni vieni vieni (E trema e vomita la terra)
    Vieni vieni vieni vieni (Si capovolge il cielo con le stelle)
    Vieni vieni vieni vieni
    (Arde di sete e vomita la terra)
    Vieni vieni vieni vieni
     

    a proposito di paragoni (banali ma quantomai necessari)

     
    Gli uomini sono come le scarpe:
     
    nell'eventualità siano belli e comodi e confortevoli, diventano un vero e proprio accessorio di moda, elemento imprescindibile et necessario per qualsiasi ego femminile;
    ti portano dappertutto e in ogni momento, prendendo la tua forma più propria e completandoti nell'intimo.
     
    Capita a tutte, però, di sbagliare acquisto e, dopo una settimana o un mese o un anno di fiacche e dolori plantari (e si sa, un assetto sbagliato del piede spesso derivante da ipertono-ipotono di catene muscolari crea uno squilibrio del STP che può causare dolori cronici recidivanti, ndr), l'idillio finisce e allora "idiota e merdaccia e vaffanculo"  e la portinaia sarà costretta a raschiare un paio di decolletè di vernice dal cemento del cortile, dopo un provvidenziale volo dalla finestra.
     
     
    September 21

    a proposito della Fenomenologia Maschile.

     
     
    La detestabile filosofia maschile del "c'è qualcosa che non va, te lo dimostro ma sticazzi che ne parlo".
     
    Sono una donna, non un'interprete.
     
     

    a proposito dell'ingenuità.

     
    Avrò anche gli occhioni, i boccoli e le ballerine con il fiocco, i polsi sottili e i miei 49kg per 150cm,
    la faccia scavata dall' ipotensione e il colorito di un topo da biblioteca, gli occhiali spessi e un libro di Herriot sottobraccio
     
    ma
     
     
    non penserai mica di spaventarmi alzando la voce,
     
    o microstronzetta postadolescente del cazzo.
     
     
     
    Ebbene sì, qualche volta si incazzano anche i radical-chic.
     

    a proposito del mio disiei.

     
    Sentire lo stomaco dilatarsi dopo aver miracolosamente cenato
     
    e l'acclimatarsi nel propio disordine quasi fosse una coperta d'inverno;
     
    no, il senso di colpa ormai non serve più:
     
    è sufficiente il marcato senso d'identità nel disequilibrio.