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    October 17

    a proposito delle storie di folle normalità.


    Il barista ha volutamente piazzato i due videopoker nell'angolo del locale, nascosti in fondo a destra.
    L'amica di famiglia ha il viso illuminato dalle luci artificiali della slot-machine, sta inserendo un paio di euro nella fessura sulla pulsantiera.
    La guardo. Mi vede. Le sorrido.
    Il suo sguardo è vuoto ed insieme assente, mi attraversa.
    Le chiedo come sta.
    Mi risponde "bene",
    poi furtivamente si guarda intorno, mi porge una banconota da cinque e mi dice: " In pezzi da uno."




    Sul tram numero ventisette fa freddo e sono le sette e mezza del mattino.
    Dietro di me le fedeli riproduzioni di due Cipputi in tutablu e scarpe antinfortunistiche.
    Due Cipputi piuttosto scuri, a dire il vero, probabilmente sono marocchini.
    Dormono, sembrano esausti, la borsa di plastica in grembo con dentro il tupperware della schiscia scivola scricchiolando da ogni parte, le teste pesanti sono appoggiate sugli schienali dei seggiolini davanti.
    Ad un certo punto, alla loro altezza, da fuori arriva il suono di due colpi pesanti sul vetro del finestrino.
    PAM! PAM!
    E' l'addetto alla clientela ATM di via Larga.
    I due si svegliano, stropicciano gli occhi, sono straniti.
    Il sopracitato addetto bercia che "no, non si può dormire sui tram è regolamento e il regolamento in Italia si rispetta".
    Noi passeggeri ci guardiamo nel fondo degli occhi stralunati.
    Il tram riparte.
    I due Cipputi hanno sospirato forte.

    October 09

    a proposito di politica.

     
    Quelli che arricciano il naso sentendo parlare Bossi ma applaudono le banalità di Beppe Grillo non si rendono conto che sotto sotto la sostanza è la stessa: si chiama POPULISMO.
     
    Quelli che si scandalizzano alle parole di Beppe Grillo ma si mettono la cravatta verde ai raduni di Pontida non ci arrivano proprio a capire che la presa per il sedere è davvero uber partes e si chiama, ancora, POPULISMO.
     
     
    Sono ufficialmente arrivata al punto di non ritorno.
     
     
    Detesto sia la politica che l'antipolitica.
     
     
    Contro la tuttologia del niente e le vetero-minacce sul possibile ritorno delle orde Galliche.
     
    Contro l'abiezione di colui che equipara donne ed oggetti, che si nasconde dietro un dito, che dovrebbe essere garante dell'Equità di Stato e che invece si dichiara eccezione.
     
    Contro l'assenza di coloro che dovrebbero stare a sinistra.
     
    No, non mi sento una post-adolescente frustrata.
     
    Ho soltanto letto il giornale.
     

    a proposito delle parole che non ti ho detto.

     
    Davanti al locale ci sono gli ormai soliti Individui, 1 e 2.
    2 sorseggia un mohito ed è piuttosto alticcio, cerca possibili argomenti di discussione con 1 che sta fumando. 1, specifico, è ben propenso alla discussione.
    2, alla fine, gli porge il suo bicchiere perchè assaggi il superalcolico che sta bevendo.
    1 respinge l'offerta con un sorriso.
     
    (Individuo 1): "No grazie, sono astemio."
    (Individuo 2): "COOOOOOOME????? ASTEMIOOOOOOOOO?!"
    (1)(sospirando): "Eh già."
    (2): "MA CHE VITA DI MERDA CHE C'HAI SCUSA! SENZA ALCOOL!"
    (1)(arrendendosi): "Eheh, a me non pesa più di tanto."
    (2): "NOCIOèSCUSA ASTEMIO!? MA BEVI 'STO MOHITO E NON CAGARE IL CAZZO VA!"
    (1)(indisponendosi un minimo): "No guarda, io non bevo proprio."
    (2): "MIIIIIINCHIA OH QUANTO MI STANNO SUL CAZZO QUELLI CHE NON BEVONO!"
    (1): "Eh."
    (2)(rivolgendosi all'Individuo 3): "CAZZO ***** MA COME FAI A STARCI INSIEME??!! MIIIINCHIA NON BEVE!"
    (3)(imbarazzato): "Eh eh, no non beve."
    (2): "CAZZO MA NON SI PUO' OH! MINCHIA MICA è POSSIBILE 'STA COSAAH!"
    (1)(inalberandosi): "Si vive uguale eh, non mi manca niente."
    (2): "MINCHIAAA CIOE' NO, CIOE' SENZA ALCOOL!! MA PERCHE' SCUSA?"
    (1)(cercando di mantenere un contegno): "Non posso più bere."
    (2): "SEEEEEEEEH CHE' NON TI LASCIA PIU' LA MAMMA??!!!"
    (1)(perdendolo definitivamente): "Dio**** sono un ex alcolizzato."
    (2)(entusiasta): "MIIIINCHIA MA DAVVERO? CAZZO SE STAI GUADAGNANDO PUNTI!"
     
    Gli Individui 2 e 1 sono di sesso femminile, 3, invece, è un maschio.
    3 intrattiene una relazione sentimentale con 2.
    Il fatto è realmente accaduto.
     
     
    (Individuo 1 sta ancora sperando che Individuo 2 muoia stirato da un pulmino carico di suore over ottanta, così giusto per dare colore alla cosa.)
     
    October 05

    riflessioni generiche #2

     
    Sabato 3 ottobre 2009: una decina di camionette, piene fino a scoppiare di sbirranza in assetto antisommossa, blocca il Botellon in Piazza Leonardo da Vinci.
    I giovani presenti affrontano bellicosi le Forze dell'Ordine per difendere il loro diritto alla sbronza serale.
     
    Piccole scene di guerriglia urbana,
    l'eterno Panem et Circenses,
    l'Università Italiana che a forza di andare a rotoli è diventata una palla,
    le barricate lasciate in cantina a prendere la polvere.
     
    MA SCENDETE IN PIAZZA PER QUALCOSA, BABBI!
     
    Chè ci stanno davvero fottendo il futuro e noi nemmeno ce ne accorgiamo.

    riflessioni generiche.

     
    FUORI.
    La gente tace, non parla e non si esprime. La gente ha smesso di gesticolare. Per la strada tutti corrono, camminano, studiano, lavorano, ottimizzano i tempi e le risorse. La dimensione idealista, quella del dissenso o dell'assenso gridati e strepitati (be so '68, mydear) è relegata agli status di Facebook. Immagino che sia pigrizia più che un reale timore per le eventuali conseguenze. I social networks pullulano di opinionisti, ferventi filosofi di sinistra, meravigliosi esponenti dell'opposizione extra-parlamentare più radicale. Ma fuori, al di là delle sedie girevoli da ufficio, oltre il nostro notebook ultimo modello, qualcuno sa dirmi cosa rimane?
    Penso sia piuttosto improbabile che il nostro Presidente del Coniglio si prenda la briga (dai concedetemela: tra un pompino e un'iniezione nei corpi cavernosi, ndr) di controllare i nostri profili per poi cliccare sul pollice alzato o verso (che nemmeno esiste, tra l'altro, la scelta on Faccialibro è limitata al "mi piace" o "non mi piace più" e ci sarebbe da scrivere un trattato, quasi, sull'esigenza dell'espressione del disgusto).
    Intanto si definiscono (ancora) le donne come oggetti da utilizzare e gettare dalla finestra (o nelle fauci dei media governativi e non so cosa sia peggio, vi dirò) e si rimbalzano migranti disperati da una gabbia all'altra, da un continente all'altro, da un regime mascherato da democrazia a uno meno ipocrita (per inciso: entrambi gli Stati hanno un pagliaccio al governo e no, non si parla della Repubblica di Ronald Mc Donald nè di quella delle Banane, vediamo chi la coglie).
    Per Milano gira un autobus con delle sbarre di ferro sui finestrini, serve per rastrellare i clandestini e portarli in Questura. Rastrellare. Il contesto è diverso, l'epoca pure ma penso che il terrore e l'angoscia di un senegalese senza documenti nel 2009, fuggiasco tra strade e incroci che non gli appartengono più perchè così è stato deciso ai Piani Alti, siano le stesse di un ebreo durante il Ventennio. La costrizione al nascondiglio, all'ombra, alla macchia, senza possibilità di scelta nè obiezione. Eppure la Repubblica Italiana riconosce ufficialmente il 27 gennaio come Giornata della Memoria delle Vittime dell'Olocausto; per adesso i cadaveri clandestini ripescati in mare sono circa duemila, dal 1990 ad oggi: a quando l'ufficializzazione dello status di "perseguitati"?
    Qualcuno, un giorno, dovrebbe spiegarmi dov'è finito l'essere umano.
    Le sciure, al passaggio del sopracitato mezzo pubblico si sbracciano felici, sono fiere di vivere in un'Italia bianca, amorfa, chiusa, fanno perfino i complimenti all'autista.
    Non c'è nessuno - e dico proprio nessuno- che si permette di alzare la voce per dire "NO, io non sono d'accordo". Almeno questo, voglio dire, è ancora permesso.
    E intanto i polpastrelli si consumano per digitare la nostra ribellione cibernauta, silenziosa et inutile come certi mobili di design.
    Abbiamo un Governo di criminali che giocano a fare gli sceriffi e no, non ci vuole Travaglio per capirlo.
    Mi ricorda paurosamente il finale di Arancia Meccanica, sapete: "Per dei vecchi Drughi come noi il lavoro più adatto è questo".
    Qualcuno, un giorno, dovrebbe spiegarmi dov'è finita la coscienza.
     
    DENTRO.
    Ormai più si è unici e più si è insignificanti. L'avere un intelletto correttamente funzionante è diventato un problema. Innamorarsi nel 2009 è difficile. La sensibilità si prostra agli sms scritti senza vocali, il dire ti amo è diventato un clichè.
     
    Qualcuno, un giorno, dovrebbe spiegarmi dov'è finito il futuro.
    Qualcuno, un giorno dovrebbe spiegarmi come mai continuo a crederci.
    October 03

    a proposito e basta.

     
    Les jeux son fait.
     
    (Quindi è bene che io smetta di angosciarmi.
    In fondo è soltanto una reciproca volontà di possesso volta al mantenimento della routine più banale.
    L'avere un letto caldo e un conforto dopo aver vissuto tanto, per un giorno intero.
    In realtà, mi spaventa l'assenza di uno scopo tangibile.
    Ma sono al mondo, tanto vale camminarci sopra.)

    sentasignorina.

     
    Alla sesta ora consecutiva di lavoro, una mamma con figlia ottenne al seguito mi ferma.
     
    "Sentasignorina, mi servirebbero un paio di pantaloni per mia figlia e devono essere così e così e così."
     
    Bene, forte del mio SBAG (Sorriso, Buongiorno, Arrivederci, Grazie, ndr) l'aiuto nel difficile acquisto sciorinandole tutte le caratteristiche tecniche di tutti i pantaloni possibili et immaginabili.
     
    La signora sembra soddisfatta e prende commiato stringendo tra le mani una decina di euro di cotone et elastane.
     
    "Grazie, signorina e lo dica anche lei alla mia bambina che non ha mai voglia di fare i compiti: se non studi, cara ******, finirai anche tu a fare la commessa precaria e sottopagata!"
     
     
    Ora, se solo i geni paterni non mi avessero conferito un autentico charme da guru indiano e quelli materni un rispetto per il lavoro (proprio ed altrui) da Terza Internazionale Comunista, mi sarei lasciata andare allo sfogo dell'amata Ultraviolenza.
     
    Purtroppo così non è stato: mi sono limitata ad un sorriso di circostanza, pregando i santi del cielo e dell'Ade di risparmiare quella povera piccola al disgraziato futuro che l'aspetta in quanto FigliaDiUnaMadreDelGenere.
    October 02

    a proposito di una sensazione rapida.

     
    Scollegarsi dal mondo, prendendo le distanze dal Tutto e fottendosene allegramente degli esami e degli impegni e delle incombenze e delle necessità.
     
    Andare in centro con il bancomat fumante per comprare qualcosa di così scandalosamente perfetto da indisporre, per poi indossarlo soltanto una volta e seppellirlo nell'armadio grande.
     
    Impiegare almeno cinque ore nel trucco/parrucco, sistemando i vestiti sulla sedia già la sera prima.
     
    Smettere di mangiare.
     
    Controllare compulsivamente mail e cellulare.
     
    Organizzare alla perfezione l'appuntamento, postulando i necessari cinque minuti di ritardo e una Posto che si adatti perfettamente alla Mise.
     
     
    Ho voglia di primo appuntamento.
     
    (La mia attuale dipendenza dal reale è disgustosa.)
    September 30

    a proposito del perchè sono piuttosto scontrosa, stasera.

     
    O Silvio(vocativo, ndr), e così secondo te in Italia ci sarebbe davvero la libertà di stampa?
     
    AHAHAHAAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
     
    Il nostro premier, oltre i capelli, ha perso pure il ritegno (e temo che un trapianto non sarà più sufficiente, ndr).
     
     
     
    E poi, altra cosa SICURAMENTE indisponente:
    L'incazzatura pomeridiana post-telegiornale lieviterà certamente SE, salendo sul tram numero ventisette, una giovane fanciulla vedrà che gli unici sedili liberi sono -appunto- liberi poichè innaffiati di vomito giallo.
    September 28

    ogni tanto anche Francesca ritrova la speranza.

     
    Nell'anticamera di vetro del Centro Tumori di Cittastudi c'è una zingara con il suo bambino, è sempre lì.
     
    Il bambino è molto piccolo e lei sta seduta per terra, nella polvere senza chiedere nulla, aspettando soltanto.
     
    Oggi un'ambulanza si è fermata proprio davanti al cancello e i paramedici hanno scaricato una barella vuota.
     
    Uno di loro si è trattenuto un poco davanti alla zingara, ha cavato dalla tasca un guanto di lattice e l'ha gonfiato, chiudendolo poi con un nodo.
     
    Ci ha disegnato sopra una bocca sorridente e due pallini come occhi.
     
    Poi si è seduto di fianco alla ragazza, nella polvere senza chiedere nulla e ha giocato con il bambino finchè i suoi colleghi non l'hanno chiamato.
     
     
    Gli eroi saranno anche tutti giovani e belli e abbronzati, ma questo qua, goffo come pochi con la sua uniforme rossa fosforescente, li ha battuti sicuro.
    September 25

    a proposito della "Perizia Psichiatrica Nazionalpopolare" (CCCP)

     
    Sezionatori d'anime giocano con il bisturi
    Maggioranze boriose cercano furbi e stupidi
    Sobillano i malvagi aizzano i violenti
    E gli invidiosi indispongono

    Intanto Paolo VI non c'è più
    E' morto Berlinguer
    Qualcuno ha l'AIDS
    Qualcuno il PRE
    Qualcuno è POST senza essere mai stato niente

    Niente!

    Cerco le qualità che non rendono
    In questa razza umana
    Che adora gli orologi
    E non conosce il tempo

    Cerco le qualità che non valgono
    In questa età di mezzo

    Ha conati di vomito la terra
    E si stravolge il cielo con le stelle
    E non c'è modo di fuggire
    E non c'è modo di fuggire mai
    Mai!


    Svegliami svegliami svegliami...

    Io sono perso sono confuso
    Tu fammi posto allarga le braccia
    Dedicami la tua notte
    La notte successiva
    E un'altra ancora
    Dedicami i tuoi giorni
    Dedicami le tue notti
    Oggi domani ancora
    Stringimi forte coprimi avvolgimi
    Di caldo fiato scaldami di saliva rinfrescami
    Vorrei morire oraaa!

    Intanto Paolo VI non c'è più
    E' morto Berlinguer
    Qualcuno ha l'AIDS
    Qualcuno il PRE
    Qualcuno è POST senza essere mai stato niente

    E trema e vomita la terra
    Si capovolge il cielo con le stelle
    E non c'è modo di fuggire
    E non c'è modo di fuggire mai mai

    Svegliami svegliami svegliami...

    Vieni vieni vieni vieni (E trema e vomita la terra)
    Vieni vieni vieni vieni (Si capovolge il cielo con le stelle)
    Vieni vieni vieni vieni
    (Arde di sete e vomita la terra)
    Vieni vieni vieni vieni
     

    a proposito di paragoni (banali ma quantomai necessari)

     
    Gli uomini sono come le scarpe:
     
    nell'eventualità siano belli e comodi e confortevoli, diventano un vero e proprio accessorio di moda, elemento imprescindibile et necessario per qualsiasi ego femminile;
    ti portano dappertutto e in ogni momento, prendendo la tua forma più propria e completandoti nell'intimo.
     
    Capita a tutte, però, di sbagliare acquisto e, dopo una settimana o un mese o un anno di fiacche e dolori plantari (e si sa, un assetto sbagliato del piede spesso derivante da ipertono-ipotono di catene muscolari crea uno squilibrio del STP che può causare dolori cronici recidivanti, ndr), l'idillio finisce e allora "idiota e merdaccia e vaffanculo"  e la portinaia sarà costretta a raschiare un paio di decolletè di vernice dal cemento del cortile, dopo un provvidenziale volo dalla finestra.
     
     
    September 21

    a proposito della Fenomenologia Maschile.

     
     
    La detestabile filosofia maschile del "c'è qualcosa che non va, te lo dimostro ma sticazzi che ne parlo".
     
    Sono una donna, non un'interprete.
     
     

    a proposito dell'ingenuità.

     
    Avrò anche gli occhioni, i boccoli e le ballerine con il fiocco, i polsi sottili e i miei 49kg per 150cm,
    la faccia scavata dall' ipotensione e il colorito di un topo da biblioteca, gli occhiali spessi e un libro di Herriot sottobraccio
     
    ma
     
     
    non penserai mica di spaventarmi alzando la voce,
     
    o microstronzetta postadolescente del cazzo.
     
     
     
    Ebbene sì, qualche volta si incazzano anche i radical-chic.
     

    a proposito del mio disiei.

     
    Sentire lo stomaco dilatarsi dopo aver miracolosamente cenato
     
    e l'acclimatarsi nel propio disordine quasi fosse una coperta d'inverno;
     
    no, il senso di colpa ormai non serve più:
     
    è sufficiente il marcato senso d'identità nel disequilibrio.
     
     
    September 20

    a proposito di ciò che è successo davanti al teatro Ciak.

     
    Cara Daniela, leader del Movimento dell'Italia (ex LaDestra), permettimi soltanto un'osservazione: una protesta contro l'uso del burqa davanti ad un teatro colmo di musulmani in festa per la fine del Ramadam, urlata e strepitata con la caratteristica verve populista tipica di voialtri della destra, non è una cosa tanto furba, sai.
     
    Insomma, questa ventina di giorni di prognosi te la sei andata un poco a cercare: così imparate, voialtri discendenti di Pierre Victor de Malouet, ad esasperare i conflitti sociali con assurdi Pacchetti Sicurezza ed imponendo tetti del trenta per cento per i bambini stranieri nelle scuole.
     
    E non venirmi a raccontare balle, per cortesia, sostenendo la tua personalissima crociata per i diritti della donna!
    Non si integrano stranieri strappando burqa e chador, cara mia, ma fornendo istruzione, posti di lavoro ed assistenza.
     
    Oddio c'è da dire che le mie aspettative sono piuttosto alte: se la via per l'integrazione è, appunto, l'educazione alla democrazia, allora, quale ruolo potrebbe avere in questo processo un'intima amichetta di Francesco Storace? Nessuno, of course, non si pretenda troppo, suvvia.
     
    Dai Dani che anche oggi abbiamo imparato qualcosa di nuovo!: le vie della provocazione sono infinite e quelle dell'idiozia pure.
     
    September 19

    ipse dixit (a proposito di sogni).

    Francesca Delcarro 19 settembre alle ore 19.38 wrote:
     
    Ok, te lo racconto perchè altrimenti me lo dimentico.
    L'ho fatto stanotte e, stranamente, me lo ricordo ancora.

    Io e te siamo a casa dei miei genitori: c'è una specie di festa con i parenti e stiamo appunto aspettando gli ultimi ritardatari ovvero mia zia Angela e la sua famiglia.
    Perfetto, suona il campanello ed apriamo, solo che invece di mia zia compare la famiglia Addams.
    Io e te siamo scandalizzati e chiediamo spiegazioni concitate a mia madre che, stupita, ci prende anche per il culo: "E' la zia Angela, non vedete?".
    Insomma, in questo carosello assurdo, soltanto noi siamo in grado di vedere le cose come stanno, ovvero che mia zia Angela è in realtà Mortisia e mio zio Nicola è Gomez.
    Fuggiamo quindi in un angolo del balcone per discutere di questo paradosso vivente e siamo spaventati ed accavalliamo le parole e gridiamo un poco.
    Ad un certo punto decidiamo che stiamo vivendo un sogno (un sogno in un sogno, ovvero un sogno al quadrato, che concetto magnifico, ndr) e che quindi possiamo fare tutto ciò che vogliamo senza conseguenze.
    Allora tu t
    i spogli e corri nudo in mezzo ai parenti.
    Tutti si scandalizzano e la mia mamma ti cazzia.
    Fine del sogno.

    Diosanto, non sto proprio bene.
    Ma proprio per niente.

    Fra.
     
    September 18

    a proposito di.

     
    Cranializzazione: celo.
    September 15

    be romantic with Federico Guglielmo.


    "Sai, io con te sto proprio bene."

    "Me too."

    "Mi piacerebbe che tutto continuasse ancora e ancora e ancora."

    "Io ti tengo stretta, non ti faccio andare via."

    "Io vorrei che fossimo come un serpente che si morde la coda."
    September 14

    a proposito dell'autunno.

     
    Amo l'autunno;
     
    cenare con il piatto sulle ginocchia,
     
    sopra la scrivania piena di libri e di aspettativa per l'inizio delle lezioni,
     
    con il futuro programmato a quarti d'ora,
     
    mentre fuori soffia il primo gelido vento del Nord.
     
     
    Ieri sera io e ***** abbiamo spostato i mobili della sua stanza;
     
    proprio come l'orso bruno prima del letargo invernale
     
    ci siamo costruiti un nido
     
    contemplandone poi i contorni seduti a gambe incrociate sul pavimento.