Francesca's profile"[...] Tels ils marchaie...BlogListsNetwork Tools Help

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    March 29

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    Qualcuno potrebbe spiegarmi perchè un laureando in medicina veterinaria (che, in quanto tale, si suppone dotato di un encefalo di dimensioni e funzionalità normali, oltre che di pollice opponibile, di respirazione polmonare e di tutti quei fantastici attributi fisico-chimici che ci permettono di appartenere al genere et alla specie Homo Sapiens) debba passare QUATTRO ORE DEL SUO POMERIGGIO a far cigolare una maledettissima sedia nell'aula studio dove la sottoscritta anelava-appunto-allo studio e NON (come magari qualche malizioso potrebbe anche pensare, conoscendomi) all'automutilazione mentale?
     
    Se qualcuno dei miei affezionati voyeurs riuscisse ad illuminarmi con la risposta a tale quesito gliene sarei eternamente grata.
     
     
    March 28

    university life (ovvero: come passare il proprio tempo mentre la lavatrice centrifuga).

     
    Uno studente universitario vive le sue mattinate di studio in funzione delle dee Pause.
    Egli è un sacerdote devoto e consacra quei divini quindici minuti a ciò che ritiene possa dare una luce o un sapore diversi alle sue monotone ore di lezione antimeridiane.
    Io stessa (sì, sto scendendo dal mio abituale piedistallo per mescolarmi ai comuni mortali ma vi prego di non farmelo notare in quanto la presa di coscienza del mio essere umana -troppo umana- potrebbe distruggermi) mi sorprendo a PIANIFICARE, nel delirio razionale della mia mente indiscutibilmente compulsiva, l'esatto svolgersi dei MIEI quarti d'ora accademici.
    Ma non è di me che voglio parlare, o almeno non in questa sede e non in maniera così esplicita.
    Voglio parlare degli altri, dei miei "colleghi", come potrebbe definirli un vetusto professore rimasto nell'Ottocento lessicale o meglio, degli epsylon minus (salvo ovviamente sporadiche eccezioni numerabili sulle dita di una mano) con cui mi trovo a dover condividere nervosismo fame e sudore per cinque ore al giorno, come potrei- e POSSO- definirli io.
    Esulando immediatamente dalla possibilità di costruire un serio e valevole studio statistico sui miei compagni di studio in quel della Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università Statale di Milano, accantonerò la modalità di campionamento random e mi concentrerò soltanto su una sola tra le varie categorie di studente contemplabili nell'aula G24: la squisitamente poetica realtà dello Studente Ribelle(?).
     
    Il luogo di ritrovo preferito dello Studente Ribelle(?) medio è il pianerottolo dei fumatori.
    Ora, facendo io parte della schiera degli Studenti Tabagisti, mi vedo ogni giorno spettatrice più o meno volontaria (un lato della mia personalità è votato all'autoviolenza più splatter, vi avverto) di quel fantastico spettacolo che quotidianamente si svolge nell'area fumoir ad opera degli Studenti Ribelli(?).
    Costoro, che presumo provengano dal ceto medio-borghese,sono fastidiosissimamente tendenti verso l'Egocentrismo Banale & la Sterile Apparenza e perseguono questi elevatissimi scopi esistenziali nei modi seguenti:
    1. fumando PIU' DEGLI ALTRI
    sigarette sicuramente cool quali sono le Lucky Strike e sì, sono assolutamente convinta che lo stereotipo maschile alla James Dean in maglietta bianca e bionda tra le labbra sia ancora in voga, magari traslato su un più modesto ma certamente meno anacronistico Costantino Vitagliano in camicia di Cavalli;
    2. parlando a voce PIU' alta DEGLI ALTRI
    di aulici argomenti quali "a capodanno sono stato con un'inglesina da paura", "mercoledì sera sono andato al parcheggio dell'Auchan per fare gli slalom col trial" et -ultimomanonmenoimportante- "sabato sera al Bolgia c'è house, bellalì".
    Talvolta, tuttavia, la discussione assume una tonalità quasi (sub)umana e verte alla critica poco costruttiva contro gli studenti delle prime file, o meglio, contro i continui "SHHHHT!" degli studenti delle prime file, i quali, per inciso, costituiscono una categoria vivendi a sè stante REALMENTE insopportabile ma che quantomeno merita epiteti migliori che non "quellamignottonasecchionadimerdadellaprimafiladiocaneselariconoscolasfondo" ai quali, effettivamente, un encefalo di dimensioni e funzionalità normali fatica davvero a trovare una risposta adeguata.
    Sarebbe tuttavia limitativo circoscrivere la vita di relazione dello Studente Ribelle(?) al mero essere burino; egli è anche Sterile Marpione e di questa sua profondissima essenza ne fa uno status sociale, ribadendola continuamente in mille odiosissimi gesti quali l'abbraccio gratuito (ALLA SOTTOSCRITTA) e la frecciatina scialba, vomitata dall'unico orifizio improduttivo di cui è naturalmente dotato.
    3. vestendosi in modo PIU' vistoso DEGLI ALTRI
    grazie all'acquisto di abiti pieni di strass e stelline e quant'altro renda la loro immagine estetica simile a quella di un operatore ecologico di Casablanca;
    4. irritando i già frustrati professori universitari PIU' DEGLI ALTRI
    gridando casuali parole -per lo più volgari, gratuite, necessariamente evitabili e (soprattutto) assolutamente non divertenti- nel bel mezzo della lezione e sicuramente collocate all'interno di un grottesco scenario mentale di auto-compiacimento verso la propria natura di Studente Ribelle(?).
     
    Ok, ho finito.
    Evitate di sforzarvi di leggere tra queste righe un'ipotetica mia critica sociale o un mio aborto di pseudo-(imm)moralizzazione.
    Sto solo cercando di riempire il mio tempo con delle lettere disposte più o meno casualmente in orizzontale.
    E anche il solo pensarmi detentrice di qualche verità universale mi pare una profezia di sciagura come le lettere che tracciò sul muro il dito babilonese.
    Sono solo una veterinaria in potenza, alla fine.
    E quindi anche antropologa, volendo.
    March 27

    desperate housewives.

     
    Il problema principale è la nostra natura votata al perenne estremismo.
    Prendiamo in considerazione soltanto questioni teutoniche e ci poniamo di fronte (o contro) a queste in modo altrettanto squisitamente teutonico.
    La guerra in Iraq, l'imperialismo, l'Aids come piaga mondiale, la fine delle risorse, la fine del mondo.
    Penso sia una conseguenza obbligata del nostro essere all'apice della scala evolutiva.
    Il nostro pensare così IN GRANDE.
    O meglio.
    Il nostro rivolgersi preferibilmente a cose GRANDI.
    O forse è solo una questione di egoismo naturale.
    Che si concatena in un'ottica deliziosamente determinista al nostro avere i calli encefalici più sviluppati rispetto a quelli degli altri animali (parappappero).
    (Sarebbe un discorso da approfondire, I know.)
    Ma tant'è.
    Dicevo.
    Riconosciamo senza indecisione alcuna l'essenza opprimente che le grandi figure del jet-set politico mondiale si portano in giro come appendice assolutamente non trascurabile.
    Ma.
    Fermiamoci a pensare un secondo.
    Magari fumando una sigaretta morbida&rotonda sul nostro balcone al sesto piano.
    Sono le 15:00.
    Eserciti di moglimadrisorelle a quest'ora sono chine su schiumanti secchi di mastrolindo per pulire i resti delle gozzoviglie antimeridiane.
    Perchè di sì.
    Perchè alla bambina di sette anni si insegna ad aiutare la mamma ad apparecchiare mentre il fratellino novenne può permettersi di non farlo.
    Anzi.
    LUI può persino perseverare nella sua lobotomia autoriflessa davanti ai cartoni animati di mezzogiorno.
    Legittimato dal suo stesso essere fratellino.
     
    Stamattina ho avuto la fantastica conferma (ma, detto proprio tra i denti: sentivo forse il bisogno sostanziale di conferme? No, of course.) di essere stata per ben vent'anni (e qualche mese) totalmente impermeabile agli insegnamenti casalinghi materni.
     
     
    Non so usare la lavatrice.
     
     
    Ne sono talmente fiera che rendo partecipi anche voi di questa mia nuova e profonda consapevolezza interiore.
     
    Mi sento libera, oggi.
    Anche se il cielo è bianco.
    E sento angoscianti rumori di aspirapolvere obbligati dappertutto.
     
     
     
     
     
     
    March 26

    today.

    Oggi sono pervasa da un cinismo e da un egoismo autoriflesso sorprendenti.
    Ma in questa egotica brodaglia emozionale IO STO BENE.
     
    Sì, al momento potreste tranquillamente odiarmi, sputarmi in mezzo agli occhi, insultarmi.
    Signori e signori, questo è un annuncio.
    Non me ne fregherebbe un benemerito.
    Perchè ora esistiamo soltanto io e la mia mente piatta come la tundra intorno a San Pietroburgo.
    E la nostra, amici, è una festa privata.
    Non siete ben accetti.
    Anzi, per me, allo stato attuale delle cose, non siete e basta.
     
    Giusto per essere coerente con lo stile narrativo liberamente et inconsciamente ispirato al joyciano flow of consciousness (stile che tra l'altro sarà la base concreta di tutta questa mia virtuale opera letteraria), vi informo che oggi ho voglia di andare al mare.
     
     

    intro.

     
    Il vecchio blog ha chiuso.
    Questo nuovo blog apre.
    E' la vita, signori.
     
    La creazione di questo nuovo myspace nasce dalla mia necessità di uno spazio per le periodiche et cerebrali cazzate che partorisco e che esulano dalla mia (e solo da me ritenuta) più aulica produzione scritta normale.
    Per inciso: ho bisogno di scrivere i cazzi miei da qualche parte.
     
    Come nella old version non mi aspetto nè commenti nè giudizi nè lamentele nè quant'altro possa anche solo casualmente scaturire dal picchiettare ritmico delle vostre dita di cybernauti o nerds più o meno abituali sulla tastiera: scrivo  soltanto per ingrassare il mio già gigantesco ego compiacendomi nei giorni a venire della musicalità delle mie parole e non per rendervi anche solo accidentalmente partecipi della mia vita.
     
    E basta.
     
    Questo blog vuole essere un mero esercizio di stile.
    Per questa ragione, cari voyeurs, temo che rimarrete delusi dalla pressochè totale assenza di fotografie e disegni e di qualsiasi altra cosa che possa accendere le vostre sterili individualità.
     
    Qui dentro ci sono solo parole.