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January 30 essere poesia a milano #4: ovvero del bipolarismo for dummies.(individuo 2): "Io parto, me ne vado via."
(individuo 1): "Santo cielo, a cosa dobbiamo tale estrema decisione?"
(2): "Questa città mi soffoca."
(1): "Davvero?"
(2): "No scusa ma dove cazzo vivi? Non vedi il brulicare delle persone come formiche, i loro affanni, non senti la pesantezza dei respiri dopo le cinque del pomeriggio? La puzza sui tram, l'ipocrisia nelle valigette da sindacalista, non ti disgustano le luci degli uffici accese anche di notte? I muri? Il cemento?"
(1): "Ti dirò, a me Milano piace un sacco."
(2): "Eh? Ma com'è possibile! E' tutto così veloce e rapido e inutile."
(1): "Dicono la stessa cosa dei fiori gialli che crescono tra i binari del treno, ma a me piacciono uguale."
(2): "Nessuno si parla, non c'è empatia, è come se tutti fossero pieni di mosche e incenso, delle prigioni di carne."
(1): "Con nessuna certezza tra le ossa e il cielo stellato sopra la testa."
(2): "E lo smog? E le polveri sottili?"
(1): "Una volta io ho visto dei fenicotteri rosa, in pieno centro."
(2): "Eh??!! Fenicotteri rosa??!! In centro??!! Ma da quanto tempo ti droghi?"
(1): "Da quando ho imparato a scrivere, temo." eating disorders for dummies. "Je vis la Vie Mondaine, mon cher."
perchè io ballo da sola ma non riesco a mangiarci. January 29 mi è venuta in mente un'altra cosa. ergo la scrivo.(Sempre all'interno della mia momentanea parentesi di benessere.)
Ho ufficialmente ricominciato a comprare la Repubblica.
Le mie abituali visioni nichiliste del mondo e delle cose si sono piuttosto addolcite, ultimamente.
Adesso vedo di nuovo il futuro farsi alba dietro le case.
Ebbene sì, sto caricando Obama di speranze.
(se dovesse mai deludermi, però, temo che ritornerò ad incazzarmi.
e riprenderò la lettura di Federico Gugliemo.) emotional spring.Sono grafomane e metereopatica.
Mentre tornavo a casa ho parcheggiato la bici in Gorini e mi sono seduta sulla panchina di legno verde, quella un pò defilata, rivolta ad est.
Ho descritto centinaia di primavere precoci, da quando vivo qui: riescono sempre a riempirmi di logica, fiori ed equilibrio.
Le Leucanthemum vulgare non sono ancora spuntate, effettivamente, ma non importa.
E' come se le avessi già dentro.
(sono priva di dio e di anima e scrivo poesie. evviva l'inquinamento e il sole a gennaio.) January 25 La Comedie Humaine.
Amo Moravia, non ci sono scuse nè santi. Sarà l'esistenzialismo o il fatto che, in sostanza, non sono granchè cambiata dall'epoca in cui ascoltavo i Nerorgasmo: il devastante self-destructing punk si è addolcito, negli anni, mitigando i suoi toni accesi nelle più delicate tinte pastello che meglio si addicono alla mia fantasmagorica comedie humaine attuale; il mal de vivre si è armonizzato in un continuo senso di noia leggera quasi elegante e blasee: mi ha regalato un gran bel ruolo nel teatro del Radical-Chic Medio Borghese. Ho le braccia integre e gli armadi pieni di vestiti, ho un involucro molto bello e la solidità delle apparenze: con l'età sono diventata proprio astuta, per certi versi. Coltivo le mie psicosi quasi fossero begonie: ciò che prima mi angosciava è diventato argomento di interesse.
In sintesi estrema, dopo tutta questa catilinaria di cazzate : "Il Conformista", per me, è stato come una mano fresca sulla mia fronte febbricitante. January 23 di sera.[...] "Sono tanto ricco, e il mio sentimento per lei divora tutto; sono tanto ricco, e senza di lei tutto diviene nulla." [...]
In pochi sanno scrivere d'amore, sapete, al di là delle sterili elucubrazioni mentali volte alla definizione del relativismo poetico.
Ho ripreso Goethe dopo anni di astinenza.
Mi ha coinvolta, ancora, così tanto da farmi sentire periodo, frase, avverbio, lettera stampata e inchiostro tutto insieme.
La Poesia è ciò che mi permette di esprimere il mio dentro, rendendolo vivo e dandogli il respiro del ritmo e della musica.
La Poesia è ciò che alcune notti mi impedisce il sonno.
La Poesia è ciò che talvolta mi spacca il cranio in due.
La Poesia, però, ogni tanto mi rende rondine e farfalla e primavera contemporaneamente.
Se solo riuscissi ad essere sempre così sincera!
Se solo la carne e la carta non rendessero gli interlocutori così diversi!
Potessi scrivervi addosso allo stesso modo in cui vi parlo, probabilmente sotterrerei lo spettro di Incomunicabilità per sempre. January 21 mutismo e rassegnazione.Leggendo distrattamente una rivista durante la colazione, sono ahimè venuta a sapere dell'esistenza della Pillola dell'Amore.
Ma non si tratta assolutamente di citrato di sildenafil (conosciuto ai profani come Viagra, ndr), bensì di un composto a base di ossitocina.
Gloria a questo straordinario ormone peptidico e alla nostra neuroipofisi che ce lo regala giornalmente!
Sembrerebbe infatti, sulla base di recenti studi, che l'Empatia e la miglior comprensione dello stato d'animo altrui dipendano proprio dalla molecola Cys-Tyr-Ile-Gln-Asn-Cys-Pro-Leu-Gly-NH2.
La megalomania americana ha risolto pertanto l'ennesimo dilemma umano: qualche difficoltà negli involvements? nessun dramma, eccovi una bella pera di ossitocina, alla faccia delle lacrime sulle fotografie, dello streben esistenzialista e delle stelle guardate con gli occhi bagnati!
Tra pochi anni potremo dire addio al mal d'amore.
SCHIZZO: Diamine, da questi segni: prima di tutto avete imparato come messer Proteo a incrociare le braccia come un ipocondriaco; poi a gorgheggiare le canzoni d'amore come un pettirosso; a passeggiar solitario come un appestato; a sospirare come uno scolaretto che ha perduto l'abbecedario; a piangere come una ragazzina che ha visto sotterrare la nonna; a digiunare come uno che sta a dieta, a vegliare come chi ha paura dei ladri, e a parlar con voce piagnucolosa come un accattone il dì d'Ognissanti. Prima, quando ridevate, vi si sentiva far chicchirichì come un galletto; quando camminavate era un'andatura da leone; digiunare non se ne parlava che dopo cena; le tristezze non vi venivano che a scarsella vuota: e ora vi ha così mutato la padrona che, se vi guardo, non riconosco il mio padrone. (William Shakespeare, "I due gentiluomini di Verona") Ebbene sì, Guglielmo, a quanto pare ci stan rubando pure i sogni. January 20 so gorgeous.Ascolto i Feeling.
Scrivo poesie.
Ho spiegato l'Evoluzionismo a mia nipote, utilizzando delle molliche di pane e un libro del settantatrè.
Sono in fase di rivalutazione postuma.
Leggo Vanity Fair sorseggiando un Yellow Label al bergamotto.
Mi hanno fatto i complimenti per il mio equilibrio (!!) mentale.
Ho riso insieme a mio padre.
Vorrei innamorarmi soltanto per guardare in modo diverso i resti della neve tra la terra dei campi.
E scriverne, scriverne soltanto.
La mia anima brilla.
Sono incredibilmente felice. cake. Ho comprato una torta davvero eccessiva nella mia Pasticceria di Lusso Preferita. (Una cinquantina di euro spesi benissimo per una scenografica composizione di semifreddo fragola e cioccolato bianco guarnita di geometrie al fondente dorato, ndr.) Sono tornata a casa ed ho annunciato ai miei genitori che la sera ci sarebbe stato un party per festeggiare La Mia Rinascita Spirituale. (Decisione che, tra l'altro, è stata accolta con sincere grida di giubilo, ndr.) Mia madre si è attaccata ai fornelli e ha tirato fuori il servizio buono, e io ho trovato l'ennesimo pretesto costruito per spaccarmi il fegato con un gastrocida che la mia dieta non permetterebbe MAI. January 18 di nuovo, as usual, la Sega Mentale."Mamma ma perchè non riesco a smettere di pensare?"
(Francesca dixit alla rispettabile età di quattro anni e mezzo.
Insomma, non stupiamoci dei miei ultimi quattro anni di psicoterapia la quale, tra l'altro, prosegue ad oltranza.
Devo averla spaventata a morte, poverina.
Ogni tanto desidererei soltanto un paio di semplici sinapsi, invece delle costanti seghe mentali che mi ripropongo in continuazione.
Limitarmi alle Preoccupazioni Quotidiane CiboFreddoNannaDoveri anzichè anelare ai Massimi Sistemi.
Leggere Moccia piuttosto che Goethe prima di addormentarmi.
Essere un pò più come mia sorella.
Passare l'aspirapolvere sul pavimento con la testa sgombra.)
The Sgallettate.Passino le Regole della Vita Notturna 2000, la Voglia Spasmodica di Limone et egocentrismi e narcisismi vari;
però, sorella, se passi la tua serata sgomitando insieme alle tue tre amichette tenendovi per mano, per passare da un lato all'altro del club completamente colmo, col precipuo intento di esibire le vostre mise (alquanto discutibili, tra l'altro, ndr), non lamentarti se poi la sottoscritta ti radiograferà dalla testa ai piedi e commenterà ad alta voce:
"Santo cielo, ma che gente!". January 16 per te. per la terza volta diversa e con la speranza che tu possa sentirmi."Scusami, mi hanno portato via il letto, temo che dovremo dormire per terra, è un problema?"
"Ma va, tranquillo, non mi importa minimamente."
Ero sincera: mi bastavi e le mattonelle sconnesse nella schiena nemmeno le sentivo.
Casa tua era un delirio, c'era roba dappertutto, per salire le scale bisognava spostare le pile di vestiti sporchi, il giardino era una specie di foresta disseminata di cianfrusaglie e vecchi mobili e biciclette mangiate dalla ruggine.
Sui muri di camera tua qualcuno aveva lasciato la sua firma con una bomboletta rossa.
Mettesti un CD, quella notte, con "Lost in the supermarket" in modalità repeat.
Mi ci addormentai, sai e mi ci svegliai anche, con la luce del mattino negli occhi e "I'm all lost" nelle orecchie.
Avrei tanto voluto parlarti ma i miei sedici anni rendevano parecchio difficile ogni tipo di rapporto empatico, volevo fare la dura, capisci, il diktat di un'intera sottocultura mi pesava sulle spalle, al momento.
In realtà desideravo così tanto abbracciarti e sentire ancora il ruvido del tuo poncho contro le guance.
Non saprei dirti perchè, al momento, rimasi immobile e zitta, forse perchè quando si è giovani si vede la fine così lontana, si tende sempre a rimandare e ad avere un'incrollabile fiducia nella vita e nelle cose del mondo.
A sedici anni non si è sinceri nemmeno con se stessi, è tutto un gran casino nella testa.
Adesso invece ti terrei sveglio per ore, dissotterrando la mia infinitesimale gioia nel vederti mentre mi aspettavi appoggiato al muro della stazione e riportando alla luce quella cucina -ti ricordi?- così piena di baci e del sole di luglio.
Adesso avrei il coraggio di prenderti le mani.
Adesso ti parlerei di me e dei pensieri che si agitano dentro la mia testa prima di addormentarmi.
Ti racconterei i miei sogni.
Adesso, però, il ricordo del sole tiepido delle nove di quella mattina sulla mia pelle è tutto ciò che di te mi è rimasto.
after.Primavera calpestò i miei sogni,
soffocandone il respiro tra i gelsomini:
si spensero le stelle nel cielo e
smise di correre il sangue;
mi ferii le mani con i loro frammenti.
Inverno, invece,
li rese polvere delicata come cipria
nella sua brezza di ghiaccio:
mi volteggiano ora tra i capelli
come riso sul capo fiorito di sposa.
January 14 diffusamente, di nuovo i cazzi miei.Oggi pomeriggio sono passata a salutare mia madre in negozio e, durante il canonico rito del bacio d'addio, Giulia (quattro anni e mezzo, ndr) ha commentato, vedendomi:
"Guarda nonna, c'è la principessa Biancaneve col cerchietto rosso".
Poco più tardi, invece, entrando nel sudicio vagone dell'interregionale, un tizio non meglio identificato (sulla trentina, ndr) mi ha accolta borbottando:
"Dio che bella figa".
Errata corrige: sono le vecchie generazioni che mi spaventano, a 'sto giro, non quelle nuove.
(Ti ricordi quell'estate?
Camminavamo nell'asfalto sciolto,
completamente scoordinati tra i minuti
e non c'erano mondo nè tempo nè fatti:
eravamo solo noi,
luminosi sotto le foglie verdi,
accecanti come due vetri spezzati,
nella città deserta in agosto.
E' assurdo come ciò che sono riuscita faticosamente ad annegare stia tornando velocissimamente a galla.) January 12 streben. Il tempo scappa tra le mie dita per poi piovermi dagli occhi. (Ti ricordi quella sera d'autunno? L'acqua bagnava i vetri e la tenda sul balcone tremava. Tu stavi prendendo sonno con la testa sulla mia pancia. "Non sento i tuoi battiti", mi dicesti. La verità è che nel mio cuore c'è solo vento. Il mio cuore è una conchiglia annegata di sospiri.) January 08 self-heat. Se dovessi farmi un buco da qualche parte e poi soffiarvici,
dite che potrebbe passarmi il freddo che sento di dentro? January 06 snow. Sentiamoci un pò come sull'Hollywood Boulevard, Laura e lasciamo le impronte delle nostre mani nella neve. Poi saliremo di corsa le scale e prepareremo una torta al cioccolato. Faremo un casino del diavolo, mia madre ci sgriderà e noi rideremo sotto i baffi di farina doppiozero. January 05 regressione. La neve ha bloccato la strada per raggiungere la mia casa in montagna: Laura ha pianto, quando le ho detto che il campeggio era ahimè rimandato insieme al pupazzo programmato per domani mattina dopo colazione. Così, per cercare di consolarla, abbiamo diplomaticamente deciso che stanotte dormiremo insieme, proprio come se fossimo in tenda, nel mio letto secondo la logica piedi-testa. Siamo uscite in pigiama e vestaglia per noleggiare un DVD di cartoni animati e l'abbiamo visto tutto prima di cena, sotto il piumone e sdraiate sul tappeto del salotto. Mentre ci lavavamo i denti,io le ho sputato addosso la schiuma del dentifricio e poi abbiamo fatto le boccacce insieme davanti allo specchio. Abbiamo svegliato mio padre lanciandoci a volo d'angelo sul suo letto e fuggendo poi lungo la balaustra della scala a chiocciola. Ci siamo raccontate delle storie e ora è il momento del puzzle. Andremo a dormire giusto a mezzanotte, cercando di sbirciare la Befana dalla finestra della mansarda. January 04 Alexander Platz. Nell'incoscienza del sonno e dell'inedia s'accavallano immagini, luci e suoni; -come ti trovi a Berlino est? mi chiesero- discutiamo ancora di ennesime, futili, verità ormai a noi familiari e scaldiamoci la lingua e la bocca e i denti sorseggiando piano parole di zucchero e miele. Lo sai che comunque i fiori ci aspettano e si apriranno ancora al nostro passaggio? Stillerà nuova rugiada sulle foglie verdi di primavera e ogni notte sarà sempre accarezzata dal sole? E un giorno potremo dire che allora ignoravamo Shubert ma ci erano superflui anche i vestiti; bastavamo a noi stessi come due specchi, l'uno di fronte all'altro, assuefatti dalle identità reciproche. Il sentirsi di nuovo parte di qualcosa come una goccia di sangue dentro le camere del cuore, riempie le mie vene aride di nuova e fresca linfa; i pipistrelli sono fuggiti: ora dietro le mie palpebre prima del sonno, si agitano centinaia di farfalle. (Milano Lambrate, domenica 4 gennaio 2009 h18:11) January 03 Non sò più cosa son, cosa faccio, ora di foco, ora sono di ghiaccio."[...]Parlo d'amor vegliando, parlo d'amor sognando, all'acque, all'ombre, ai monti, ai fiori, all'erbe, ai fonti, all'eco, all'aria, ai venti, che il suon de' vani accenti portano via con sé. E se non ho chi mi oda, parlo d'amor con me. [...]"
(è una citazione, ovviamente, vediamo chi la coglie senza googleare.) |
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